I suoi campi d’azione sono: il teatro, le arti performative, il video.

PARTIZAN LET’ S GO

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Partizan let’s go!

ideazione e regia
Pako Graziani e Alessandra Ferraro
con
Michele Baronio e Andrea Cota
musiche originali
Andrea Cota, Michele Baronio

produzione
Margine Operativo
in collaborazione con
Garage Zero,  centro sociale Spartaco, Q44

Partizan let’ s go! è uno show politicamente selvaggio
composto da

1 prologo:
Questo spettacolonasce dalla consapevolezza che la società è divisa e ognuno di noi deve decidere da che parte stare

+ 4 capitoli:

“Quando c’era lui”

“C’è qualcosa che non va in un uomo che porta le ghette bianche con una camicia nera”

“8 Coltellate.
Una è stata così forte che addosso mi è rimasto il segno del manico del coltello”

“Let’ go Partizan”

Perché questo spettacolo?
Perchè settant’anni dopo la Seconda Guerra Mondiale e la sconfitta del fascismo, l’Europa sta ancora affrontando la sfida contro la crescita delle destre estreme  e di una culture xenofobe.

Note sullo spettacolo:
Partizan let’s go! parte come un cabaret surreale e poi si trasforma nel 3° e 4° capitolo in una “macchina emotiva e delicata  della memoria collettiva”.

Il 3° capitolo “8 coltellate”  è un capitolo dedicato a Renato Biagetti – ucciso a Roma dai fascisti nel 2006 – in cui utilizziamo come testi una parte di una lettera che ha scritto sua madre …”non temo i fascisti ma gli indifferenti”…
Il 4° capitolo è un viaggio accompagnato da stralci di lettere di partigiani e partigiane tratte dalla raccolta “Io sono l’ ultimo –  Lettere di partigiani  italiani” ( Einaudi 2012)  – abbiamo scelto lettere che raccontavano aspetti “quotidiani” della loro vita da partigiani in guerra, per ritrovare “l’ umanità” delle scelte politiche…

La nostra vita è stata talvolta dura e difficile, ma io non rimpiango nulla, se non forse che avrei potuto fare di più e meglio. Ma con tutte le delusioni, le amarezze, i dolori e le gioie, questa è stata la mia vita e io l’ho vissuta intensamente e con entusiasmo, soffrendo, amando e lottando.”
Giovanna Marturano «La prima rivolta fu contro nostro padre» (in “Io sono l’ ultimo” Lettere di partigiani italiani, Einaudi 2012)

 

dalla recensione di Andrea Pocosgnich – TEATRO e CRITICA
Di ieri e di oggi, fascisti e partigiani secondo Margine Operativo

“Un teatro civile, ma non di narrazione, un tentativo continuo di creare un tessuto connettivo nel quale trovino posto – grazie a operazioni chirurgiche sempre a cuore aperto – la militanza politica, l’osservazione della realtà, le pratiche indipendenti, i territori artistici marginali e underground, la letteratura (ricordo anche Omicidi Jazz e Black Power tratto da tratto da New Thing di Wu Ming 1) e poi appunto un’estetica sempre pronta a fuggire dalla forma teatro ibridando musica elettronica, rock, video e recitazione per poi far ritornare tutto proprio lì in mezzo al teatro, ma anche fuori. Allora non ti stupisci quando alla Pelanda per questo Partizans Let’s Go trovi un mixer, un chitarrista (Andrea Cota), microfoni e strumentazioni varie e poi Michele Baronio pronto a dare corpo e voce a quello che i due ideatori chiamano “uno show politicamente selvaggio”. Baronio avverte subito gli spettatori: «Questo è uno spettacolo di parte». Partizionato secondo una logica brechtiana, per la quale il pubblico viene anche avvisato della scansione, Partizans Let’s Go è un accumulo di materiali sul fascismo vecchio e nuovo: un incipit satirico che mette alla berlina il refrain nostalgico del “quando c’era lui…”, un affondo nella memoria tragica recente col ricordo di Renato Biagetti ucciso nel 2006 sul litorale romano da otto coltellate neofasciste e poi il finale dedicato ai partigiani. E forse non è un caso che questa serie di interventi teatrali legati dalla performance impeccabile di Michele Baronio, dalle musiche, scritte o riarrangiate da Andrea Cota con lo stesso Baronio, nel finale ritorni al passato accostando quel let’s go ai partigiani, quasi un imperativo, un’invocazione anche per gli antifascisti di oggi. Oltre il ponte chiude la scena quasi sottovoce, suggellando una militanza da ravvivare nel presente.”
http://www.teatroecritica.net/2014/09/di-ieri-e-di-oggi-fascisti-e-partigiani-secondo-margine-operativo/

– Il primo studio dello spettacolo è stato presentato ad aprile 2014 all’ interno di Q44.
Q44 è un festival che si svolge ogni anno ad aprile al Quadraro a Roma per ricordare il rastrellamento del
17 aprile 1944 e i 947 deportati dal Quadraro.

– Partizan let’s go! ha debuttato a settembre 2014 a Short Theatre 9 | La Pelanda | Roma