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.alcuni
circhi funzionano bene se ci sono gli animali in gabbia
certo le bestie hanno di che cibarsi, ma non è la stessa cosa
di vedere correre gli animali indomiti
nella savana
Premesso
che è infinita la diversità ed assurdità dei giudizi,
dei pregiudizi, delle opinioni, delle congetture, dei dogmi ,
dei sogni degli uomini intorno a quel meraviglioso mondo che si chiama
TEATRO
.
1°)
fare teatro
Impegnarsi nel percorso della sperimentazione teatrale richiede una
consapevolezza notevole, una consapevolezza dei propri mezzi, di quello
che si è capaci di fare e di quello che si vuole fare.
Per compiere una simile avventura occorrono diversi strumenti, vere
e proprie bussole e bastoni per il viaggio
Uno spettacolo teatrale è un' organismo complesso e multiforme
costruito dalla compresenza di elementi che sono presenti e agiti con
la stessa importanza e la stessa intensità: il testo, il corpo,
la voce, il suono,il rumore, la musica, la luce, l'oggetto.
Lo spettacolo nasce dall' assemblaggio di scritture diverse:
scritture che intersecandosi, congiungendosi, interferendo a volte costituiscono
un unico insieme, un' unità drammaturgica e a volte galleggiano
nell' oscurità in una sorta di raptus cerebrale...
2°)
bisogna fare i conti con le vicende oscure e segrete del nostro animo
... quando le passioni sono indomite, quando i colori delle cose, quando
la luce, quando le stelle, quando il fuoco, quando il volo degli insetti,
quando il canto degli uccelli, e il cielo, e il mare e la terra e tutta
la faccia del mondo, quando il mistero che spessissimo desideriamo di
poter vedere continuamente ci possiede
3°)
il teatro è una macchina meravigliosa
A volte funziona anche in maniera impeccabile.
Ma a volte la macchina si inceppa.
E' l' imprevisto. Non si sa quello che può succedere:
si può sbagliare una battuta, ci si può beccare un infarto
o addirittura dimenticare il testo.
Il teatro è un organismo meraviglioso.
Il teatro è un luogo incline agli uomini perchè è
un ambiente attivo e rapido come il fuoco.
Il teatro è il libero gioco delle forze del destino.
4°)
Lo spirito libero è anche un nobile traditore perchè abbandona
ogni convinzione, ogni fede
Pratichiamo una ricerca sempre aperta ed in perenne divenire, che non
approda mai ad una conoscenza compiuta dal momento che nasce e si sviluppa
tra continue convinzioni e incertezze.
In realtà in questa ricerca si sperimentano modi e toni, temi
ed elementi che si incrociano con varia forza e gradazione d' incidenza,
ma senza una linea di assoluta preferenza.
Ciò conferisce alla ricerca stessa quel carattere di tensione
che non può essere compresa/compressa o spiegato attraverso un
metodo.
Ora, è spesso questa intenzione di controllo e irrigidimento
che impedisce di comprendere l' insieme di tutte quelle trasformazioni
ed eventi che costellano il percorso dell' esistere.
Le regole per la costruzione di uno spettacolo si formano durante il
lavoro
Queste regole si possono cogliere nell' opera compiuta,
Ogni volta che proviamo scopriamo cose che non avremmo mai potuto trovare
se non avessimo fatto altro che pensar0e
E' piacevolissima la vista di una moltitudine, come delle stelle, o
di un moto molteplice, incerto, irregolare, disordinato, un ondeggiamento
vago che la mente non possa determinare, nè concepire definitivamente.
La tecnica esiste per sviluppare il CONTATTO.
Il contatto ci suggerisce di limitare le pretese onnicomprensive della
ragione per poter ascoltare ciò di cui un corpo è capace.
Il proprio corpo si dà come molteplice, cresce, diminuisce, passa
attraverso infinite soglie e in questi passaggi non fa che destrutturare
e riscrivere il linguaggio.
Un linguaggio costellato da infiniti movimenti, disposizioni, sfumature
e inclinazioni.
Occorre una sorta di disposizione all' ascolto, tale da lasciare proliferare
i significati e le possibilità
Partiamo da testi diversi , in una sorta di trama ad incroci e interazioni.
Spostamento, decontestualizzazione e ricombinazione in un nuovo insieme
di materiali provenienti da fonti diverse.
5°)
abitare il presente
L' importante è avere uno stile, avere un proprio modo di percepire
il presente,
di vedere le cose.
Un carattere mutabile e rivitalizzante, definito ma non codificato o
codificabile da leggi e scenari . Una natura propria che si pone in
ascolto di quel divenire inesauribile, ma divenire non significa cercare
di descrivere la vita quanto avvertirne le metamorfosi, le soglie di
diversa intensità, le linee di fuga.
Si
giunge allo spettacolo non casualmente e miracolosamente ma attraverso
esperienze complesse, attraverso un lungo svolgimento di posizioni e
di espressioni portate strenuamente sino in fondo e dinamicamente collegato
entro l' esperienza esistenziale che viviamo
Vedendo, sentendo, parlando, operando tutto il giorno cose mai viste,
mediante l' uso e la familiarità del fato e del satirico , ci
svezzeremo di tante conseudini, ci scorderemo di tante cose, ne impareremo
altre o ci ricorderemo e ci riavvicineremo a tante altre, vedremo, conosceremo
e abiteremo il presente.
Crediamo che il teatro in generale sia multiplo e noi ci muoviamo in
questa molteplicità di possibilità , di direzioni, di
sensi .
Magiche rappresentazioni mente-corpo capaci di colpire, sfiorare accarezzare
le sensazioni più emotive , i sentimenti più profondi
: la gioia, il dolore il riso, il pianto Non può esistere dolore
senza gioia, disperazione senza speranza.
6°)
viaggio, erranza
E' ancora una volta la questione del viaggio , dell' erranza, quella
che viene posta come antidoto al dispotismo dell' audience, dell'hit
parade, ....
Ma viaggiare non significa semplicemente spostarsi da un luogo all'
altro, visitare il miraggio di paesaggi che restano così inafferrabili.
Il viaggio è prima di tutto un delirio di intensità ,
la " macchina da guerra nomade" che attiva la forza e la potenza
del pensiero.
Ancora una volta si tratta di liberare la vita laddove questa è
rimasta intrappolata.
7°)
il teatro come luogo di immaginazione e di relazione
Un teatro capace di mettere in atto il maggior numero di artifici e
di espedienti per poter arrivare a cogliere il reale, stanandolo dalle
incrostazioni in cui si avvolge e si nasconde.
Strappare l' attenzione dalla bassa realtà quotidiana trasferendola
in uno scenario abbagliante d'ebbrezza meravigliosa.
La realtà, che come tale, non può mai essere totalmente
data, descritta e gerarchizzata una volta per tutte.
La realtà è la principale fonte che fornisce materia per
la scena.
E se l' uomo di oggi va a teatro
forse per rilassarsi, forse per scaricarsi del peso di tutti i giorni,
forse perchè ha bisogno di qualcosa che sia veramente liberatorio
forse perchè viene dal di fuori e sa che cos'è reale,
forse per guardare da un'altra prospettiva la realtà,
comunque sia quelli che "sono seduti lì" e ci guardano
sono coloro che ci danno ragione d' essere .
Ciò che conta è la tensione, la spinta a creare un rapporto
il più possibile autentico tra chi parla e agisce e chi guarda
e ascolta.
Tensioni estremamente inquiete, varie e saldamente svolte entro i vivi
fermenti della propria epoca.
Uno sguardo sulla realtà del proprio tempo sempre sollecitato
e reattivo , sempre attivamente alla ricerca di intervento senza perdere
di vista la complessità e il divenire dinamico della propria
esperienza.
Il teatro è un sistema di tensioni che si nutre di altre tensioni
e che a queste contribuisce in un circolo denso e inscindibile.
8°)
costruire uno spettacolo è come costruire un mondo ideale
Un teatro capace di attaccare l' alienazione dell' uomo, di aggredire
non gli uomini ma le immagini degradate (gli inganni) dai miti provvidenzialistici
che mistificano la condizione dell' uomo.
Contro tutto ciò che impoverisce e avvilisce le forze vere dell'
uomo, perchè l' uomo è continuamente assalito nelle sue
tentazioni di cedimenti e di rinuncia.
Un teatro in eterna lotta con le ideologie della morte, mai pacificato
con i veri oppressori dell' uomo siano essi la ragione sterile e mortificante,
egoistica e calcolatrice, siano essi le divinità provvidenziali,
combattute sino all' estremo della bestemmia più sfacciata e
ribelle.
Un' aspirazione alla vita e ai suoi valori più elementari e più
alti che danno un timbro energico anche ai moti di più profonda
delusione.
Si possono sondare diverse possibilità fino a toccare i margini
del nichilismo e dell' individualismo, ma sempre riprendendo una linea
attiva verso una prospettiva di tensione combattiva
Un pessimismo energico inseparabile da un' assidua battaglia nella storia
del proprio tempo
Molte azioni riescono facilmene fredde e monotone, ma ci sono azioni
e parle che anche quando facciano sentire l' inevitabile infelicità
della vita, quando anche esprimono le più terribili disperazioni
, le più acerbe e mortifere disgrazie all' improvviso riaccendono
l' inevitabile necessità di riscatto.
Nel dolore è ancora vita, nella noia ,morte soltanto!
L'
importante è capire se siamo in grado di amare sulla scena ,
perchè quando si tratta di AMORE tutto diventa subito molto forte
e acquista senso.
L' amore sopravvive alla morte di tutte le illusioni !
Un teatro fondato su di una radice di forza energica, di volontà
di intervento
Tutte le cose buone raggiungono la meta per vie tortuose.
Senza troppi facili entusiasmi di nuovi paradisi in terra e consapevoli
dei propri limiti umani
( è facile essere "contro" è difficile essere
"per" ! )
crediamo, ancora oggi, nella ricerca di nuove forme espressive alleate
o meglio inserite ai/nei movimenti di lotta locali e globali
9°)
desideri infiniti e visioni alterate: preludio di un teatro dell' avvenire
Il mondo cerca le tenebre e in questo trova piacere.
Un teatro che esprime il dolore per la decadenza di una civiltà,
per l' orrore di una vincente società della coercizione, ma anche
un teatro capace di rappresentare l' impossibile
Perchè vogliamo parlare di quella intima e spontanea, dolcissima,sublime,
misteriosa madre di grandi segni e di grandi fatiche , cara e dolorosa
che è l' amore
Un teatro sostanzialmente vibrante , almeno come aspirazione, anche
quando sembra cedere al peso dell' impossibilità e delle delusioni.
Anche se per un momento, anche se solo attraverso un gesto di delirio
di onnipotenza:
immaginare un mondo amante della luce e glorioso e sfacciato.
Osare per un eccesso d' amore.
Spesso viene confermata la tendenza a riconoscere un mondo la cui sorte
è essenzialmente misera e tragica, accettandola in maniera passiva
e rassegnata.
E il mondo delira cercando nuovi ordini e leggi e desidera perfezione
Una società della legge e dell' ordine creata per proteggerci
dalla barbarie pronta a scatenare guerre, ad opprimere e sfruttare
Occorre individuare gli strumenti di liberazione.
E questi strumenti non sono proiezioni di miraggi futuri, sono l' ebrezza
e il sogno.
Nel futuro prossimo la vita dei mutanti negli interstizi del sistema
sarà più duro che mai.
Attrezziamoci a colpire e per rafforzarci il carattere, proviamo per
una volta a vivere senza ideologie consolatorie.
Un teatro necessario per il suo strenuo bisogno e coraggio di intrasigenza
intellettuale e morale.
In sostanza ci vuole un tempo di forza, un tempo di entusiasmo, il fervore,
maggiore brivido , l' intrasingenza , maggiore pericolo di fronte all'
immaginazione.
10°)
una costruzione non fatua e trionfalistica del mondo , ma consapevole
della propria via stretta e difficile, del proprio limite e del doveroso
azzardo..
Efficacia singolare dei sogni
Un teatro non viziato e corrotto, dove non sia malmenata e soppressa
e soffocata la tensione dove insomma vinca pienamente il rischio e l'
inaspettato.
Un teatro capace di porre domande, ma domande scomode evitando di fornire
risposte facili e rassicuranti.
Un teatro senza dubbio già sentito, già detto , ma ciò
nonostante urgente ed inevitabile.
Simili viaggi si intraprendono sempre in uno stato di straordinaria
libertà ed ebbrezza.Un metamorfosi della vita-. il luogo dell'
agire, della potenza e dell' umorismo/caos e si che esplora quelle zone
e quelle forze che partecipano alla costruzione dell' agire/azione
Un' azione che non è facile.
manifestano in assenza di una precisa direzione di senso
Uno stile non divorato dall' ossessione dell' audience, dell' hit parade,
dal comunicare a tutti i costi.
Ogni buona anomalia è sintomo di buona salute .
Uno degli interessi risiede in quel movimento di costruzione che inserisce
i corpi, che si apre a una potenza della sostanza, una potenza che si
produce per soglie, estensioni, affezzioni.
Disporsi a percorrere quelle linee di fuga che segnano il divenire del
presente
stesso.
Una propria natura che percepisce il presente e ri/produce differenza,
La natura si dispiega nei corpi e nella loro capacità di colpire
o di essere colpiti.
La fuga come possibilità di esplorazione di quella molteplicità
è alimentato dal molteplice, dal plurale ma anche dalle singolarità
Inevitabilmente il linguaggio stesso è chiamato in causa; lingua
costellata da movimenti di continua destrutturazione dell' assetto
colpiti.
Un' azione che non è facile.
Nuove direzioni ispirate dal pieno di queste vere visioni a vivere intensamente
e vigorosamente nel presente ( con ricorso alla memoria del passato
), a esercitare tutte le proprie forze di tensione esistenziale, intellettuale
e morale.
Ciò che emerge è un' area di ricerca la cui complessità
è alimentata dal continuo incrociarsi di una gamma ampia ed eterogenea
di oggetti e concetti, regole e pratiche , strutture e funzioni.
Scatenare nell' animo di chi guarda e ascolta una tempesta, un impeto,
un quasi gorgogliamento di passioni.
Una
profonda protesta esistenziale spesso fondata su una visione pessimistica
ma non rinunciataria.
ALCUNE PROBLEMATICHE ED ALCUNI INTERROGATIVI
Non ci vuole molto a comprendere come in sostanza quello che per natura
è consueto per l' arte diventa nuovo ed inaspettato.
Bisogna dare supervitalità (superumanità ) alla scena.
Occorre individuare i soggetti potenziali ovvero spesso e , quasi per
caso, tutti coloro che sono estranei al mondo del teatro: i matti, i
disabili, gli alcolisti, gli emarginati, i tifosi di calcio, i coatti,
gli ergastolani, gli amici che disdegnano il teatro, il vicino di casa,
la zia, il papà che appena apre la bocca fa ridere tutti.
Si perde troppo tempo a lavorare con attori professionisti perchè
bisogna svolgere un doppio lavoro: prima eliminare quello che hanno
imparato e poi insegnare loro quello che devono fare.
La novità muove la meraviglia e sprona la mente di chi guarda
e ascolta su quei corpi e quelle voci in modo che possa fare azione
più viva.
Tutto ciò va bene perchè non fa altro che alimentare il
teatro del mondo in cui vive ed agisce, ma succede che più frequentemente
simili idee si manifestano nell' uttilizzo strumentale di persone spesso
inconsapevoli dei processi in cui vengono coinvolti... perchè
siamo così gagliardamente pronti ad amare e desiderare che divoriamo
volentieri la nostra intelligenza !
Simili scelte vanno affrontate " con le armi in pugno " e
con molte cartucce a disposizione.
... una consapevolezza dei propri mezzi , di quello che si è
capaci di fare e di quello che si vuole fare...
Il teatro è uno strumento di conoscenza, di arricchimento dell'
esperienza, di contatto e soprattutto di rapporto autentico.
(Senza essere troppo apocalittici vogliamo capire se il teatro è
un motore di trasformazione dell' esperienza e soprattutto in che modo.)
11°)
la tecnologia come strumento e non come fine
Come utilizzare i diversi dispositivi elettronici senza svuotare il
contatto nella sua caratteristica primaria ovvero il fatto che siamo
uomini e non macchine .
La tecnologia come strumento e non come fine è stata una delle
questioni di primaria importanza che ha caratterizzato molte battaglie
di libertà ,- nei campi più vasti,- nel corso di tutto
il 1900. E anche nel teatro la paura dell' innovazione tecnologica si
è trasormata spesso nell' utilizzo sfrenato dello spettacolo
ad effetto.( teatro hollywoodiano)
Per confrontarsi con l' innovazione tecnologica bisogna trovare dei
rimedi validi:
La scena ha bisogno di umanità per diversi motivi :
perchè non si vuole essere risucchiati dal "mostro"
tecologico;
perchè bisogna opporsi ( in un sistema di opposti strutturati
) ai super dispositivi tecnologici ;perchè bisogna che la gente
si riconosca sempre di più nei modi e nelle forme;
perchè bisogna spargere attraverso coloro una ventata di novità;
perchè gli attori professionisti da soli non reggono più,
fanno ridere, creano imbarazzo o peggio sono penosi ; e allora occorre
trovare questa umanità che immediatamente diventa meravigliosa,
affascinante e misteriosa.
E dopo cosa succede ? Cosa rimane alle persone che hanno vissuto un'
esperienza teatrale forte e dirompente ?
Può il teatro condurre o stimolare al superamento della propria
condizione ed in particolare cosa fanno i matti dopo essere stati in
giro per il mondo una volta terminata la tournèe?
Forse ritorneranno alla solita vita di tutti i giorni fatta di centri
di salute mentale, di tranquilit o di serenase, o forse staranno così
male per la fine della felicità che si faranno qualche trattamento
sanitario obbligatorio e ricomicieranno tutto di nuovo,
...o forse vivranno nel ricordo indelebile di quella esperienza, o addirittura
staranno così bene che non vorranno "fare più teatro".
Certo abbiamo paura della televisione. Ma la televisione è come
la nicotina , è come i sonniferi che prendiamo e di cui non possiamo
farne a meno. Lo sappiamo che fanno male , lo sappiamo che sono il diavolo(
o se ci piace di più un Dio coglione )
La televisione è il diavolo , ma fa parte della nostra vita e
bisogna conviverci e non basta non possederla per rifiutarla . La televisione
costruisce il nostro 'immaginario, il senso comune, il modo come parliamo
e ci comportiamo. E come tutte le convivenze , ci sono quelle pacifiche
e quelle che possono scatenare una guerra.
Bisogna decidere se noi stiamo in guerra oppure no , senza troppe scappatoie
altrimenti siamo costretti ad andare a vivere a San Juan Chamula( Chiapas-
Messico )
A San Juan Chamula dove la popolazione vive ad uno stato quasi "primitivo"
, dove è severamente vietato riprendere la realtà quotidiana
con qualsiasi dispositivo elettronico ( videocamera, macchina fotografica)
, dove il quotidiano si manifesta, nel bene e nel male, attraverso una
violenta rottura nei confronti dello Stato, della Chiesa di Roma, della
società dello spettacolo.
Con ogni mezzo necessario : gli abitanti di San Juan Chamula sarebbero
disposti a morire per difendere e mantenere la propria autonomia, la
propria cultura, la propria verità.
12°
) dall' individuo massificato all' egoismo individuale ovvero dal comunicare
a tutti i costi al non comunicare un cazzo !
Un mondo segnato dalla mancanza di profondità e dall' esaltazione
della superficie, un mondo che tende a sopprimere chi è diverso
, l' immigrato. l' omosessuale, il malato di aids e nell' arte, nel
teatro, nel cinema , ecc. ecc. , si manifesta nella negazione dell'
anomalia artistica.
L' egoismo individuale per scrollarsi di dosso
l' ossessivo bombardamento della società dello spettacolo,
l' ossessione dell' audience, dell' hit parade, del comunicare a tutti
i costi.
Quella di non comunicare un cazzo
una scelta tattica, di passaggio verso qualcosa di meraviglioso,
a larghe maglie, mutabile e rivitalizzante,
definito ma non codificato da leggi e modalità omologanti
Ora da tutto questo e dalle altre cose che si sono dette, agevolmente
si comprende che molti uomini s' ingannino non solo l' intelletto ma
anche l' immaginazione !
altrimenti è pura catarsi fine a se stessa in una dimensione
poi tutta privata e senza destinazione di comunicazione.
Un teatro divorato dall' introspezione solitaria e distaccato dall'
attrito dell' intero fascio delle forze della vita.
Un teatro vivo solo nella liberazione catartica del proprio se e ripugnante
nella sua inevitabile chiusura.
13°)
Ci sono troppi spettacoli che puzzano come cadaveri putrefatti!
Siamo di fronte ad un teatro che in continuità con le avanguardie
storiche ha voluto liberarsi dell' armamentario della tradizione aristotelica
e naturalistica, praticando una radicale riduzione a zero del testo
letterario, del personaggio, del racconto, lasciandosi modellare da
dispositivi linguistici e formali che hanno portato alla cancellazione
dell' eredità culturale.
Si continua a reiterare , dalle avanguardie storiche in poi, lo stesso
gesto di cancellazione della memoria che ripetuto, perde di efficacia
e di senso
Il rifiuto di alcune categorie proprie del teatro tradizionale (spazio
scenico, recitazione, testo) non hanno fatto altro che crearne altre
allo stesso modo convenzionali.
Il risultato è che ancora oggi si pratica una sistematica destrutturazione
dell' edificio teatrale con relativa speculazione continua per rifondarlo.
E l' alternativa non può essere quella di rientrare nell' apparato
teatrale, nella drammaturgia, nell' interpretazione, nei generi resuscitando
i morti.
E allora non ci rimane che navigare !
Parliamo di tutti quei spettacoli dove l' odore della morte è
manifestamente voluto e molto bene consapevole.
E' come confidare un segreto prezioso a qualcuno , è come porgere
un dono ad uno sconosciuto
SERVE UN TEATRO CHE SIA IN GRADO DI AVVERTIRE CIO' CHE GLI ACCADE INTORNO
"Siamo di fronte ad una avanguardia divenuta classica e sovvenzionata
dal denaro pubblico ,non più ribelle nè trasgressiva ,non
più unificata in un movimento , ma frammentata in una miriade
di stili all' insegna del virtuosismo e della professionalità".
( da una tempestiva disamina sulla fine dell' avanguardia di Richard
Schechner )
e allora il nostro "compito" diventa più arduo succede
spesso che l' analisi delle cose è la morte della bellezza o
della loro grandezza
(Tutti gli orpelli della società odierna - la sua morale, i suoi
tabù, le sue istituzioni sociali-sono funesti tentativi di negare
e reprimere qualsiasi ipotesi di trasformazione.meravigliosa )
Evitiamo anche le teorizzazioni filosofiche o le repentine autocelebrazioni
di salvatori dell' umanità!
Non credo che noi siamo disposti a morire ( avidi come siamo delle nostre
sicurezze e delle nostre falsità. )
Quella dell' egoismo individuale poteva essere una scelta obbligata
per scrollarsi di dosso l' ossessivo bombardamento della società
dello spettacolo( l' ossessione dell' audience, dell' hit parade, del
comunicare ad ogni costo), ma non sicuramente una meta finale e soprattutto
non risolutiva rispetto all' esistente, non chiusa rispetto alle numerose
possibilità di manifestarsi.
Il teatro è un sistema dinamico di relazioni.
Un teatro come bisturi per sezionare la società , i suoi eccessi
proliferanti e tutte le forme di ingiustizia.
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