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< BORDERS >

Video Live Set

Riot Generation Video ha ideato il format televisivo <BORDERS> che si muove sulle linee di confine tra documentario_videoinchiesta_docufiction

< BORDERS >
un format televisivo ideato e realizzato da
Riot Generation Vide
o

il progetto

< BORDERS > è un progetto che procede a tappe.
Ogni tappa corrisponde ad una puntata di 40-45 minuti.
Sono previste 6 puntate che andranno in onda dal 24 settembre 2004 con scadenza mensile sul canale satellitare PLANET.
Ogni tappa/puntata contiene al suo interno storie diverse con un filo_tema comune che le attraversa, collegate tra di loro da frammenti visivi_ testuali che creano dei raccordi.

< BORDERS> si muove sulle linee di confine tra il documentario _ la videoinchiesta _ la docufiction_

Attraverso un linguaggio ibrido mette a fuoco la moltitudine di persone e di storie che agiscono in Europa e nel mondo in netto contrasto alle politiche e alle culture neoliberiste, esperienze che disegnano concretamente il profilo di una ribellione costituente di un’altra società .

< BORDERS> mette a fuoco fatti e storie che stanno ai margini della Storia ma che contemporaneamente fanno la Storia.
…Racconta un mondo fatto di tanti mondi, e per questo, pur nella sua tragedia, meraviglioso…

Le frontiere sono luoghi_nonluoghi simbolo della nostra epoca…
…luoghi_non luoghi dove si incrociano e a volte si intrecciano storie, persone, lingue diverse…
…luoghi meticci, ibridi e per questo particolarmente pulsanti di vita…
Le border-lines (linee di confine),sono luoghi di sospensione tra un prima e un dopo, punti di passaggio...punti estremi come estremo è nascere e morire…


< BORDERS >
puntata n.5

sul canale satellitare PLANET
venerdì 28 gennaio 2005 h. 21:00
in replica:
30/01/2005 19:23 -01/02/2005 09:50
05/02/2005 22:55 -06/02/2005 25:13
13/02/2005 10:10 -17/02/2005 28:55
22/02/2005 17:32

ideazione_regia_montaggio:
Riot Generation Video
in collaborazione con Global Project

< BORDERS >
tappa n. 5

La quinta puntata di BORDERS_storie di confine di Riot Generation Video contiene 3 storie_3 eventi:
1_ Global Beach, la storia di una spiaggia occupata al Lido di Venenzia durante la Mostra del Cinema nel settembre 2004_
2_i mondiali antirazzisti che si sono svolti in Italia nel luglio 2004-
3_ la protesta e la fuga dal Cpt di Bologna di 16 migranti _ marzo 2004
Questa puntata di Borders presenta, come è nello stile di questo format, 3 storie molto diverse tra di loro, ma che hanno una radice comune: 3 eventi che raccontano 3 iniziative concrete che cercano di contrastare le culture neoliberiste (global beach- le multinazionali del cinema – I mondiali antirazzisti – con il tentativo di introdurre una cultura solidale all’interno degli stadi) e le politiche neoliberiste (la storia agghiacciante del cpt di Bologna, un esempio tragico della applicazione della legge Bossi Fini). Storie diverse per raccontare il multisfaccettato universo di persone che agiscono in Europa e nel mondo in netto contrasto alle politiche e alle culture neoliberiste. Esperienze che disegnano concretamente il profilo di un’altra società .


GLOBAL BEACH_system error
ideazione_ immagini_montaggio:
Riot Generation Video
in collaborazione con:Global Tv_Global Project

1_11 settembre 2004 al Lido di Venezia, durante_dentro_contro la Mostra del cinema viene occupata una spiaggia, il suo nome è Global Beach.
Global Beach nasce da un progetto degli attivisti di Global Project (www.globalproject.info) ma viene attraversata in quei giorni da migliaia di persone, diventando un “caso” durante la Mostra del Cinema, sia per la ricca programmazione di film e video indipendenti, sia x le azioni _incursioni che organizza daurante lo svolgimento della Mostra.
Global Beach si configura come una “Temporary Autonomous Zone” a vocazione europea attraversata da “surfisti precognitari”, dove si incontrano intermittenti dello spettacolo francesi, le reti dei precari e flex workers che in Italia hanno organizzato la MayDayParade, Naomi Klein (autrice di no logo) e Tim Robbinson, Guido Chiesa, videomakers, …
Global Beach è stato atto di riappropiazione comunicativa, uno spazio altro rispetto alla Mostra … e un sabotaggio creativo dell’industria cinematografica e dell’immaginario imperiale.


MONDIALI ANTIRAZZISTI_2004
ideazione_ immagini_montaggio:
Riot Generation Video

Il percorso dei mondiali antirazzisti è iniziato nel 1997, nel 2004 è giunto alla sua ottava edizione.
Culture e stili di vita diversi sono spesso considerati come una minaccia o come un problema per la società. È proprio contro questo modo di vedere e pensare le cose che sono nati i Mondiali Antirazzisti.
I Mondiali Antirazzisti vogliono superare ostacoli e pregiudizi per mostrare che incontrarsi, conoscersi, discutere e convivere insieme è possibile.
I Mondiali Antirazzisti utilizzano il calcio come uno strumento di confronto e socializzazione, come un linguaggio universale che consente a tutti - aldilà delle diversità - di esprimersi e comprendere.
I Mondiali Antirazzisti vogliono essere un’arma vincente nella lotta contro i pregiudizi e vogliono offrire a ultras, migranti ed antirazzisti la possibilità di sperimentare ed inventare nuove pratiche e modelli per la convivenza multiculturale.
I Mondiali Antirazzisti sono organizzati dal «Progetto Ultrà» e dall’«Istoreco».
Il «Progetto Ultrà», promosso dall’UISP, sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna, si propone di difendere i valori legati alla cultura popolare del tifo e di limitare i comportamenti intolleranti e xenofobi presenti dentro e fuori gli stadi di calcio, attraverso un lavoro di carattere sociale portato avanti insieme ai tifosi.
L’Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea «Istoreco» di Reggio Emilia, affronta da 35 anni la ricerca storica sul fascismo, sulla Seconda guerra mondiale, sull’Antifascismo e sulla Resistenza.
I collaboratori dell’istituto ora si occupano anche di politiche giovanili antirazziste e scambi internazionali, organizzando viaggi di studio, viaggi della memoria, mostre, seminari e weekend di camminate sulle tracce dei partigiani.
I Mondiali Antirazzisti sono sostenuti attivamente dalla UISP Emilia Romagna e dalla Rete FARE.
Sponsor istituzionali dell’iniziativa sono: l’Unione Europea, la Regione Emilia Romagna, la Provincia di Reggio Emilia e il Comune di Montecchio.


CPT _diritto alla fuga
ideazione_ immagini_montaggio:
Riot Generation Video
in collaborazione con: Global Tv_Global Project

Tegretol 200, Gardenale, fenibarbital, carbamazepina.
Queste sono le sostanze sedanti e antiepilettiche trovate nel sangue di tre cittadini immigrati, rinchiusi dal dicembre 2003 nel CPT di Via Mattei a Bologna
La notizia era tra quelle che circolavano ormai da diverso tempo tra chi si occupa dei CPT: associazioni, comitati, osservatori, avvocati. Tutti sanno che all'interno di questi lager vengono usati barbiturici per tranquillizzare gli immigrati in attesa di espulsione, ma le testimonianze non sono facili da raccogliere visto che si tratta di persone che dal centro escono per essere rimpatriate.
Questa volta invece le prove ci sono. Tanto da far aprire un'inchiesta alla Procura della Repubblica e far scattare una perquisizione di cinque ore dei Nas all'interno della struttura che ha portato al sequestro del cibo somministrato.
Non è la prima volta che il centro di detenzione di via Mattei viene messo sotto accusa. La prima inchiesta riguarda le denunce di pesanti pestaggi, da parte delle forze dell’ordine e Croce Rossa, dopo un tentativo di fuga di alcuni immigrati nel 2 marzo 2003.
Nel marzo 2004 nel corso dell’ennesima rivolta all’interno del CPT di Bologna in via Mattei, 16 migranti riuscono a fuggire, mentre all’ estreno del CPT si trovano molte persone che erano accorse in sostegno della loro protesta.
Il video “CPT-diritto di fuga” racconta attraverso la voce dei migranti rinchiusi nel CPT di bologna, la loro condizione di “senza diritti”, mostra le immagini della fuga di alcuni di loro nel 2004, e narra le proteste sempre a Bologna nei confronti della Croce Rossa (che gestice il CPT) indagata per la sommistrazione di barbiturici ai detenuti e per un pestaggio ai danni dei migranti avvenuta nel marzo 2003.



 

 

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