I suoi campi d’azione sono: il teatro, le arti performative, il video.

MOVIMENTI

MOVIMENTI

nuove pratiche di cittadinanza

 

1 DVD prodotto da Riot Generation VideocopertinaMovimenti e distibuito da CARTA (carta.org) distribuito nel febbraio 2006

Il DVD contiene 2 video>>

> Il nostro tempo è qui e comincia adesso
Il movimento degli studenti universitari e medi e dei ricercatori precari del 2005

> No Tav
Le manifestazioni 2005 contro l’Alta velocità in Val di Susa

 
 
 
 
 

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> Il nostro tempo è qui e comincia adesso
ideazione_ riprese_montaggio:
Riot Generation Video
Musiche originali: Madpat
durata ’40

Nel 2005 le Università Italiane e molti istituti superiori vengono attraversati da un’ondata di occupazioni . Riesplode dopo 15 anni un movimento studentesco.
Il video ripercorre le mobilitazioni del movimento degli studenti universitari e medi e dei ricercarori precari dell’ottobre-dicembre 2005. Attraverso le voci dei protagonisti che hanno dato vita all’ occupazione dell’ ateneo piu grande d’ Europa, la Sapienza di Roma, le immagini del corteo nazionale del 25 ottobre a Roma, l’assemblea nazionale del 6 novembre, la giornata mondiale di mobilitazione studentesca del 17 novembre e la lunga notte bianca del conflitto del 6 dicembre.

In una notte d’inverno ci troveremo a viaggiare nelle nostre università liberate che non hanno governi amici perchè l’unico governo possibile dell’ università è l’autogoverno

> No Tav
ideazione_montaggio: Riot Generation Video
Riprese di Fabio De Ponte, Alessandro Felice, Silvia Formia, Dario Rossini, Riot Generation Video
Musiche originali: Madpat
durata ’35

E’ dagli anni ’90 che gli abitanti della Val di Susa si oppongono al progetto della costruzione della linea ferroviaria per il treno ad alta velocità, o come dicono I cittadini della valle “ad alta voracità”.
Una lunga protesta in difesa di un territorio ma con un respiro globale, che narra di una cittadinanza attiva che rivendica il diritto fondamentale alla qualità dell’ambiente in cui vive.
Il video segue la mappa delle straordinarie mobilitazioni dell’ autunno 2005 in Val di Susa, su e giù per la montagna, per bloccare una devastazione e per affermare uno sviluppo sostenibile per la collettività.

Si raccomanda di dotarsi di vestiario pesante, guanti e calzature adeguate, di portare acqua, panini, biscotti, cioccolato e possibilmente bevande calde per il proprio consumo. Utilissimo un thermos, che potra’ essere anche ricaricato in loco.Sarà dura!!!

APPUNTI di Riot Generation Video su MOVIMENTI

Movimenti è uno sguardo su due storie che non arrivano ad una conclusione perchè riguardano due processi ancora in atto per entrambi infatti è giusto dire „ e ora vediamo come andrà a finire!”
Due racconti assolutamente parziali, ma un lavoro attento a cogliere l’essenza più autentica di due lotte, due forme di rappresentazione politica autonoma. La prima storia riguarda il movimento degli studenti e dei ricercatori che si oppongono alla riforma Moratti ma anche alla riforma Berlinguer-Zecchino. La seconda riguarda il movimento che si oppone alla linea ferroviaria veloce in Val di Susa, Torino-Lyon. La scelta di trattare le due storie insieme è stata determinata da alcuni elementi che crediamo aver percepito comuni.
Movimenti raccoglie le immagini di due movimenti che hanno condizionato l’agenda politica ufficiale italiana.Immagini di una crisi di democrazia che tocca la vita di soggetti molto diversi tra di loro ma con un sentimento comune, con la stessa intensità di partecipazione che ha portato a mettere in gioco i propri corpi. Una partecipazione viva, dal basso, alla vita democratica di questo paese. I due movimenti e i conflitti che hanno messo in moto, nascono infatti parallelamente alla catastrofe, al disfacimento sociale, ambientale e politico prodotto dal modello di società globalizzata messa in atto dal governo attuale e da quello precedente. Immagini di strade atttraversate da fiumi spontanei di persone, espressione di potenza, di soggettività non rappresentate che oppongono resistenza, rifiuto, e propongono partecipazione attiva alle scelte politiche ed economiche del governo costrigendo quest‚ultimo ad un confronto continuo fino ai limiti imposti dallo stato di eccezione, cioè con la repressione, la violenza di polizia.
Immagini di un esodo dalle forme obsolete della rappresentanza politica e di vere e nuove forze sociali che con le proprie pratiche determinano una volontà politica e gli strumenti per affermarla e renderla efficace. Come efficaci si sono dimostrate le reti e le forme orizzontali di socializzazione politica in una dimensione collettiva, il livello di circolazione delle informazioni e I tempi di mobilitazione che le hanno contraddistinte.
Movimenti è il nostro sguardo, personale (collettivo, cooperante) sulle immagini che questi movimenti hanno prodotto organizzando resistenze e aspirazioni, trasformandole in istanze inderogabili che i partiti, All’opposizione o al governo, sono riluttanti e incapaci a tradurre in soluzioni politiche e progetti. Su due movimenti che non hanno governi amici, che sfuggono alle polarità tradizionali della politica istituzionale, destra e sinistra e che si discostano dalla tradizione di sinistra contestandone le pratiche effettive. La sinistra tradizionale è ormai incapace di comprendere le spinte che arrivano dai movimenti. Uno sguardo sulle capacità di affermare autonomamente, praticandoli direttamente, comportamenti, forme di vita e diritti futuri. Capacità che dei movimenti costituisce la sostanza politica più propria. Ma contemporaneamente sulla capacità di determinare prese di posizione di figure istituzionali inaspettate e importanti come I docenti, I rettori, I sindaci ecc.. Una propensione decostruttiva e costituente: l’esercizio di controllo pubblico e la contestazione dei meccanismi di governo allude alla formazione di legami associativi e solidaristici altri rispetto a quelli esistenti, auspicando la possibilità di cortocircuitare le teorie di cittadinanza dominanti con l’ eccedenza strutturale delle istanze poste dai movimenti. Sull’aspirazione politica di creare innovazioni sociali alternative, muovendosi tra cooperazione autonoma e vertenze comunicative, tra azioni collettive locali e campagne pubbliche globali, auspicando lotte politiche per i diritti che giochinoun effetto di svuotamento dei poteri e di trasformazione permanente dei rapporti sociali. Sulla stenua resistenza espressa al tentativo di esproprio del territorio e dei processi di produzione e condivisione dei saperi e di produzione di soggettività libere Sulla spiccata tendenza dei movimenti a diventare essi stessi soggetti di conoscenza, o almeno diffusori sociali di conoscenze data l’esigenza pratica di contrastare le tesi scentifiche correnti, consapevoli di quanto anche il pensiero scientifico e l‚uso delle tecnologie, dipendano dalle circostanze nelle quali si sviluppano. Ciò ha spinto questi movimenti a polemizzare con le accademie e gli ordini professionali, con gli esperti insomma, che sempre si rivelano essere molto di parte, e anche con gli scienziati più autorevoli quando nascondono le relazioni che legano le attività di ricerca al potere politico o a quello economico e portando allo scoperto L’incapacità del pensiero tecnologico di dominare le conseguenze da esso stesso prodotte, incapacità amplificata dalla torsione a favore del profitto di politiche sociali importanti come le grandi opere e il libero accesso ai saperi. Sul carattere anti autoritario e per una maggiore giustizia e democrazia in contrasto con il ruolo preminente delle forze dell‚ordine nella relazione tra governanti ( scelte politiche) e governati ( processi di democrazia coinvolgimento dei cittadini nelle scelte). Sul carattere trasversale dal punto di vista generazionale, della cultura sociale e politica dei protagonisti.