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> IL MERAVIGLIOSO CHE
VORREMMO ATTRAVERSARE
il meraviglioso
che vorremmo attraversare è un progetto di:
...margine operativo, happy suicide,
complesso per/forma,art de pazze... = teatri al forte...gruppi di teatro e danza diversi
per poetiche e linguaggi, ma accomunati da un agire indipendente e autonomo...
...gruppi di teatro in movimento attraverso molteplici percorsi
sperimentando
- la propria ricerca artistica
- la creazione e la circuitazione dei propri spettacoli
- la costruzione collettiva di eventi e rassegne teatrali
- l' autogestione degli spazi teatrali del c.s.o.a. Forte Prenestino
- laboratori e stages di ricerca e formazione al Forte
gruppi
teatrali per :
un agire trasversale per un progetto volutamente indefinito per tendenza e riconoscibilità
artistica
un progetto in divenire che pone al centro delle sue intenzioni la necessità
di vivere un luogo teatro come spazio di attraversamenti multipli
un luogo teatro autonomo nella gestione ma desideroso di aprirsi all' incontro/confronto
con altre esperienze che popolano la variegata scena del teatro
un luogo teatro situato in un centro sociale occupato ed autogestito uno spazio fisico
e mentale che riflette l' agire politico del centro sociale
...margine
operativo, happy suicide, complesso per/forma, art de pazze... = teatri al forte
presentano
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"I L MERAVIGLIOSO
CHE VORREMMO ATTRAVERSARE"
1° tappa - novembre 1999-febbraio 2000:
...un percorso, una rassegna di quattro mesi - novembre1999 / febbraio 2000 - di teatro
e danza al c.s.o.a. Forte Prenestino 1° tappa - nov. 1999 - feb. 2000
... e quel giorno alzammo le vele, lasciando l'ultimo porto conosciuto, la terraferma.
La nave abbandonata da decenni, mai bagnata dagli oceani, tra scricchiolii e rumori
d'assesto prendeva vita: dava inizio al viaggio. Eravamo in molti, diversi, ognuno
con la propria storia, con il proprio bagaglio, con il proprio sogno. Ognuno sceglieva
qualcosa da fare. Ognuno diverso. Ognuno necessario. ... oggi siamo qui... ciò
che rimane costante è il viaggio.
Quel desiderio di percorrere rotte, traiettorie sempre nuove, ci spinge a cercare
oltre il possibile. Verso un'orizzonte che continuamente muta, un'orizzonte che non
è linea nè meta, ma direzione, percorso, desiderio. Di volta in volta
incontriamo altre navi, per un' pò dividiamo insieme il viaggio; poi ognuno
prende una nuova rotta. Il tragitto lo scegliamo insieme, senza bussola, cercando
di non seguire un campo magnetico ma il desiderio. Se la nostra nave scivolasse su
un foglio le sue rotte sarebbero disegno. Il non stare fermi, naviganti, rende il
rischio necessità. Necessità del non noto, dello sconosciuto dell'altro,
di oltre. Burrasche, calma piatta, mareggiate... tutto è vitale; tutto è
vissuto quotidianamente... ... alla ricerca del meraviglioso l' impossibile è
meraviglioso oltre la possibilità è meraviglioso ... continuiamo il
viaggio ...perchè ha senso...

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"I
L MERAVIGLIOSO CHE VORREMMO ATTRAVERSARE"
2° tappa - marzo- maggio 2000
un percorso di 7 mesi di teatro, danza, performance... al c.s.o.a. Forte Prenestino
2° tappa: marzo-maggio 2000
...davanti a noi si espande un universo senza confini da attraversare ... le rotte
nell' universo sono infinite, ognuno sceglie le sue traiettorie, ognuno sceglie se
essere un navigatore solitario o di viaggiare in molti... infinite le forme, infinite
le possibilità... ...noi durante il nostro viaggio, verso un orizzonte che
continuamente muta, un orizzonte che non è linea nè meta, ma direzione,
percorso, desiderio...abbiamo scelto di tenere i terminali sempre accesi e di essere
in connessione con il pianeta terra...
...pensando, sognando e forse costruendo un teatro capace di narrare di universi immaginari,
di visioni, di corpi estremi e mutanti, di rivolte e ribellioni...manipolando e assemblando
tecnologie "povere", letteratura, poesia, racconti orali, visioni, materiali
di scarto ...dove il corpo, i nostri corpi nell' attimo dello spettacolo sono vissuti
come terminali di comunicazione ...un teatro che sia capace di esplodere dove è
necessario, che sia capace di ridonarsi una sacralità... con una tensione continua
verso un'estensione sinergica tra teatro e vita... ci piace camminare sul pianeta
terra ascoltando le sue mille voci ma soprattutto le voci di chi lotta per costruire
un mondo senza confini senza frontiere, ci piace ascoltare le voci dei visonari, dei
pazzi il vorticoso pulsare delle metropoli e il lento ma inesorabile pulsare della
selva Lacandona ... ci piace lasciare dei segni che abbiano la forza, per piccoli
che siano, di partecipare a pensare, immaginare e costruire mondi possibili...
...ci piace essere in collegamento con le altre creature dello spazio...
...che non spengono mai i terminali anche nelle notti di tempesta...
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