I suoi campi d’azione sono: il teatro, le arti performative, il video.

GLI INFINITI SPAZI DELLA METROPOLI SONO IL NOSTRO LUOGO !!!

Scritto di Margine Operativo
pubblicato nel libro HIC SUNT LEONES – scena indipendente romana
a cura di Graziano Graziani (Editoria & Spettacolo, 2007)

 

Gli infiniti spazi della metropoli sono il nostro luogo!!!

Tracce di Margine Operativo attraverso Attraversamenti Multipli

Siamo un gruppo indipendente, costruiamo spettacoli, video (Riot Generation Video è l’interfaccia visuale di Margine Operativo) e eventi multipli, amiamo muoverci sulle linee di confine tra differenti linguaggi artistici, sulle estensioni e interferenze tra teatro_performance_video_arte digitale. Forse perchè nei punti di sconfinamento, nelle zone non definite si aprono delle impensabili linee di fuga, tracciati portatori di alterità.
Un altro elemento del DNA di Margine Operativo è l’intrecciare la sperimentazione artistica con l’attivismo politico. Non riusciamo a immaginarci senza questa rete sinergica di relazioni, tra tecnologia e corpo e tra l’essere parte del variegato arcipelago del “movimento” e il “fare arte”, tra il “fare arte” e cercare di costruire insieme ad altri gruppi percorsi che riescano a forzare e a cambiare un sistema culturale poco attento alle culture contemporanee e che ci continua a far vivere in una precarietà diffusa.
Nei nostri ultimi spettacoli “SuperFaust” (2006-2007) e “Metropoli (2003-2004) c’è una forte tensione verso la parola poetica, fa parte del percorso che stiamo facendo di un teatro che abita il presente ma contemporaneamente cerca continuamente delle vie di fuga, da un reale troppo stretto e troppo brutalizzato, e la poesia, anacronistica in un tempo come il nostro, ci interessa proprio per la sua forza di spiazzamento, per la sua capacità di costruire immaginari. Lo spettacolo “Metropoli” che si è sviluppato in tre tappe (il primo ha iniziato il suo percorso a marzo 2003, il secondo a dicembre 2003 e il terzo ad aprile 2004) è un atto d’amore verso le metropoli del mondo e ai suoi abitanti. La metropoli come lo spazio dove si accumulano e si stratificano spesso in modo caotico molte città, con le loro tensioni, con lingue colori, odori diversi, una moltitudine di storie e di persone. Un luogo meticcio, imprendibile, “delirante” e forse proprio questo suo darsi in milioni di forme diverse lo fa divenire luogo simbolo della contemporaneità.
Sia Metropoli che SuperFaust sono due spettacoli che si sviluppano come le metropoli per successive e progressive espansioni. Il progetto “Metropoli” è formato da 3 tappe, 3 spettacoli, ognuno con una sua autonomia, ognuno in forte relazione con gli altri, “SuperFaust” – una rilettura contemporanea del mito di Faust attraverso la lente dei supereroi – è uno spettacolo che procede per sezioni mutanti, ogni sezione contiene in se degli elementi nuovi, è uno spettacolo che come Faust continua a cambiare pelle quando cambia luogo.
“Metropoli” sviluppa in forma di spettacolo I nostri pensieri, le nostre ossessioni,il nostro sguardo sulla città. Ma il nostro rapporto con le città non si risolve solo nel cercare di catturarle con uno spettacolo ma è un rapporto viscerale che ci porta a confrontarci attraverso eventi artistici con lo spazio urbano e I suoi abitanti.
I luoghi della metropoli quindi non solo come affascinanti location ma come spazi portatori di storie e sopratutto abitati e vissuti, luoghi del vivere, per quanto a volte estremamente duri.
Amiamo molto proporre I nostri spettacoli, i videoliveset, le nostre performances in spazi estremamente diversi tra di loro con una predilezione ai luoghi non deputati all’arte, ma innervati e pulsanti di vita. Strade, stazioni dei treni, centri sociali, capannoni abbandonati, archeologia industriale, e volte perché no teatri e festival cercando con questo nomadismo tra luoghi differenti di incontrare persone e storie diverse e di cogliere la sfida delle città del terzo millennio: la complessità!!
Siamo fortemente attratti e stimolati dalle zone di confine, dalle “terre di mezzo” della metropoli e questa fascinazione ci ha portata a ideare e costruire “Attraversamenti Multipli” un festival che si interroga sui linguaggi artistici contemporanei inserendo eventi in spazi urbani. Un “festival/evento” che si è sviluppato dal 2001, anno della prima edizione, con cadenza annuale,
“Attraversamenti Multipli” è un pò il nostro manifesto vivente, è un progetto artistico costruito come un omaggio agli spazi in cui si inserisce e a chi li attraversa che gioca sul binomio “attraversamenti tra linguaggi in luoghi di attraversamento”. Un organismo complesso e pluriarticolato formato da performance e installazioni che si espone senza reti di protezione, un evento artistico che puoi incontrare come incontri migliaia di persone ogni giorno in una metropoli, con una meravigliosa casualità. Un percorso nomade, che sceglie gli interstizi della metropoli, le zone di passaggio – stazioni dei treni e della metropolitana – spazi urbani particolari come il luogo del suo accadere.
Un organismo, un corpo multiplo che interfaccia con le stratificazioni della città costruendo uno spazio vitale di relazione. Dove sfuma l’importanza del confine tra il corpo in azione e del corpo in osservazione perchè il centro è lo spazio costruito da tutti i partecipanti. E non ha molta importanza “chi” sei, ma esserci, e non importa se sei lì per scelta, se casualmente o perchè hai ideato quel progetto.
Attraversamenti Multipli è anche un occasione per incontrare altri artisti e gruppi fuori dai luoghi soliti, ma in “mezzo a una strada” per spiazzarsi e spiazzare!
Ogni edizione di Attraversamenti Multipli ha ospitato performances di artisti molto diversi tra di loro, sempre nel segno della complessità e della sfida della proposta, che si interrogano, attraverso linguaggi tecniche, strategie diverse sulla sul fare arte oggi.
Abbiamo scelto sempre i compagni di viaggio, ma mai abbiamo scelto “cosa” (le performances, le installazioni etc) che dovevano presentare , a ognuno di loro abbiamo presentato il progetto e i luoghi dove si sarebbe svolto e sulla base di questo ogni gruppo in modo autonomo ha creato una performances o deciso di adattare uno spettacolo preesistente.
Una tappa dell’ edizione 2006 di Attraversamenti Multipli si è svolta nella stazione dei treni di Pantano, capolinea della linea ferroviaria regionale che parte da Roma Termini, cuore della città e finisce dove finisce il territorio di Roma, uno spazio simbolo della metropoli diffusa. L’evento non erano solo i gruppi di artisti impegnati nelle performance, l’evento non erano le immagini lanciate dal videoliveset di Riot Generation Video e disseminate in tutto lo spazio, l’evento non erano le installazioni, l’evento non era solo la musica che sprigionava dalla postazione dei dj, l’evento non erano le 5.000 persone che gremivano lo spazio,l’evento non era solo il luogo, l’evento non era la sommatoria di tutto questo ma l’evento era soprattutto tutte queste cose insieme, la combinazione di atti, azioni artistiche, persone, immagini, suoni concentrate in un unico luogo per 8 ore. L’evento artistico era questa moltitudine , che condivideva uno spazio per un tempo di 8 ore, formato da corpi organici, e da corpi tecnologici, e il loro “invadere” e trasformare uno spazio metropolitano duro innondandolo di tensioni vitali. Se mancava un solo elemento tutto avrebbe avuto meno senso, e forse non sarebbe esistito. I corpi multipli sono potentissimi ma anche estremamente fragili. I corpi multipli son un insieme di corpi diversi, ognuno con una sua autonomia e indipendenza, ognuno con la capacitò di esistere senza gli altri, e si creano attraverso assemblaggi e connessioni reticolari e moltitudinarie.
E’ qualcosa determinato dalla compresenza di più corpi e dal loro assemblaggio ma non dalla loro sintesi, dalla loro capacità di innestarsi e combinarsi senza però fondersi in una unità. Il corpo multiplo è uno strano organismo, mutante e ostinato.