CORPI
MULTIPLI
di Alessandra Ferraro e Pako Graziani _Margine Operativo
prologon.1
_ il corpo_
Il corpo inizio e fine, oggetto e soggetto di ossessioni, di turbamenti,
di pulsazioni, il corpo martoriato, il corpo glorioso, il corpo
simbolo, il corpo erotico, il corpo manipolato, il corpo ribelle,
il corpo espanso, il corpo contaminante, il corpo attraversato,
il corpo multiplo
ma che esplosiva affermazione che esista qualcosa
a cui fare posto: il mio corpo (Antonin Artaud Per
farla finita con il giudizio di Dio, 1947)
prologo
n. 2
_la
nostra epoca: globale e digitale_
Un epoca strana e complessa la nostra, paradossale, in equilibrio
tra il futuro e il passato, tesa verso il futuro attraverso i cambiamenti
epocali determinati dalla rivoluzione digitale, che ha causato delle
trasformazioni profonde create dall immissione delle nuove
tecnologie e contemporaneamente tesa verso un lontano passato nel
suo essere neomedievale o neoimperiale per le feroci politiche neoliberiste
e le culture neoconservatrici che attraversano il pianeta terra.
Il corpo nella nostra epoca è nuovamente al centro di scontri
violentissimi, il corpo oggi più che mai è uno spazio
del conflitto - politico - culturale -simbolico. Intorno alla dimensione
del corpo si gioca una parte non solo simbolica del conflitto tra
politiche/culture neoliberali e politiche/culture democratiche.
Il corpo è al centro di un nuovo fondamentalismo: con un
attacco sistematico della parte neoconservatrice della società
nei confronti del corpo ribelle, innaferrabile, non omolgabile,
per il corpo che esce dai limiti del destino biologico per affermare
il proprio diritto a scegliere cosa essere.
Il corpo ancora oggi, e forse più che mai, anche con la complicità
delle nuove tecnologie che permettono di diffondere - via satellite,
via web - in tutto il mondo in tempo reale immagini, foto, suoni
viene utilizzato come carne da macello per mandare feroci
messaggi - ( come le immagini delle torture perpetuate dai soldati
e soldatesse americani in Iraq ).
primo movimento:
_del seguire_ inseguire tracce_
Ipercorpo come eccesso o scomparsa dello stesso. Il presente,
forse il migliore presente possibile (?), disegna una nuova configurazione
del concetto di corpo?
Ogni presente disegna una nuova configurazione del concetto di corpo.
Come ogni epoca, e ogni luogo definisce in modo diverso il concetto
di bello riguardo al corpo, un concetto mutante , in
continua trasformazione, mai statico ma in costante cambiamento
a seconda delle epoche, delle latitudini, dei luoghi Un concetto
che si diassolutizza continuamente riaffermando con forza il suo
relativismo.
Contemporaneamente ogni presente disegna concretamente il corpo
che lo abita: gli esempi potrebbero essere infiniti, dalle modificazioni
corporali della tribù Karo in Etiopia - strettamente legate
alle fasi della vita, al segnare sulla propria pelle lo scorrere
delle stagioni, un corpo testimonianza del tempo alle trasformazioni
corporali a cui sono state sottoposte per secoli le donne in Cina
attraverso la fasciatura dei piedi, una manipolazione che cercava
di bloccare per sempre la crescita naturale dei piedi
delle bambine, una modificazione non scelta ma imposta da una tradizione.
O i tatuaggi ,per lungo tempo disdegnati dalla cultura europea,
e che ora riappaiono ovunque sui corpi che attraversano le giungle
metropolitane, rimessi in circolazione dapprima dai corpi ribelli
provenienti dalle controculture (in primis il punk) e poi sussunti
(come spesso succede) da tutta una generazione. I corpi tatuati
creano strani ponti tra culture lontanissime, creando connessioni
tra le scarnificazioni ancestrali delle tribù africane e
i riti delle tribù metropolitane, connessioni tra la controcultura
cosciente di sé che usava il proprio corpo come un manifesto
vivente, e la moda estetizzante e autoreferenziale.
Noi amiamo i tatuaggi forse per questa loro capacità di creare
ponti, numi tutelari e segni di connessione tra passato e futuro.
secondo
movimento:
_lasciare tracce_abitare il presente
Tecnologia e povertà, cosa disegna il contemporaneo: contrapposizione,
conflitto, adesione, smembramento (spaesamento).
Abitare il presente per noi_ Margine Operativo_ significa anche
confrontarci con la trasformazione che ha creato in questi anni
la rivoluzione digitale e con gli enormi cambiamenti provocati dall
innesto delle nuove tecnologie in tutti i livelli delle
nostre vite, dalle trasformazione nei processi produttivi, e nei
modelli organizzativi, a quelli nelle relazionali interpersonali,
alle trasformazioni dei modelli comunicativi. Un processo virale
che ha contaminato non solo i paesi ricchi del mondo
ma anche- quelli emergenti, e quelli poveri (coinvolti
- nonostante il digital divide a volte solo per la manodopera
a basso costo unita a capacità produttive spesso eccezionali).
Questo processo virale ha attraversato anche il mondo dellarte
e luniverso del teatro, sia nei suoi aspetti organizzativi
sia nei processi di creazione artistica.
Per quanto riguarda la parte orgnizzativa e di promozione lutizzo
della rete ha dato un imput incredibile alla possibilità
di contatti da stabilire e alle occasioni di visibilità
e promozione. Un altro dono che ci ha consegnato la
rete è la possibilità dell autonarrazione
che ogni gruppo ha acquisito grazie al proprio sito web, alle newsletter,
alla mailinglist una narrazione/autonarrazione che lentamente
sta erodendo la centralità della recensione sul giornale
main stream. Ogni gruppo/compagnia ha lopportunità
oggi di poter fornire direttamente a un numero enorme di persone
senza intermediazioni, informazioni_immagini_video _riflessioni
etc. sul proprio percorso artistico, su uno spettacolo attraverso
un linguaggio multimediale e sfaccettato.
Luniverso della rete è un universo parallelo al mondo
fisico, al mondo costruito da atomi, luniverso dei bit
ha una sua realtà immateriale ma allo stesso tempo concreta
in profonda connessione con il nostro tempo reale. Sono
due mondi in continua relazione, anzi la nostra epoca globale
e digitale - è un epoca costruita dalla relazione tra questi
due universi, abitare la contemporaneità è attraversare
questi due mondi, intrecciarli.
Uno degli elementi portanti della rivoluzione digitale e di aver
creato un universo parallelo senza confini, che semplicemente passa
attraverso tutte le frontiere fisiche, rendendo anche il mondo reale
un mondo globale. Questo determina una possibilità
infinita e per tutti di costruire relazioni, contatti, informazione.
Labbassarsi costante dei prezzi delle nuove tecnologie ha
creato negli ultimi 10 anni una accessibilità estremamente
diffusa.
Oggi con le nuove tecnologie digitali e con la miniaturizzazione
dei componenti delle apparecchiature video è possibile trasformare
una scrivania in un piccolo studio audiovisivo. Oggi chiunque può
produrre un video a basso costo ma con mezzi assolutamente professionali.
Una volta ci si poteva nascondere dietro la montagna di equipaggiamenti
costosi, dietro gli insormontabili ostacoli finanziari.
Ieri si poteva osservare con una certa evidenza che il mezzo era
una faccenda tanto costosa da non essere fatta per tutti.
Oggi il progresso sta minando alle fondamenta questa motivazione.
Oggi fortunatamente il progresso tecnologico sta dalla nostra parte.
Questa accessibilità economica ha creato una opportunità
per molti di poter sperimentare degli innesti tecnologici nel proprio
lavoro, e ha creato dei cambiamenti diffusi anche nel mondo dellarte.
I dispositivi digitali supportano/modificano i processi di creazione
artistica, immettendo al loro interno la possibilità di interfacciare
con una macchina, con un occhio digitale, che può in tempo
reale rimandare limmagine di un corpo in azione, una voce,
simulare un ambiente. Fermare il movimento in una serie di foto,
visibili immediatamente. Oltre a creare profonde trasformazioni
nellatto artistico.
La forza delle tecnologie digitali di navigare nella complessità
della contemporaneità risiede anche nella capacità
di ibridarsi con altri linguaggi alimentando i processi produttivi-creativi
di altri media. Il dispositivo digitale si è prestato in
questi anni a coniugarsi con il teatro, la danza, la musica, la
poesia, e in questi incroci mediatici si è modificato ma
al contempo ha creato mutazioni. E penetrato nel cinema e
ha trasformato il suo modo di raccontare. Il video da semplice supporto
per economizzare sui costi e sui tempi di produzione del cinema,
è diventato un codice stilistico e semantico.
L immagine digitale è un ritorno alle origini
del cinema, alla povertà di mezzi dei primi anni,e nello
stesso tempo un balzo nel post cinema. (Thierry Jousse)
Ci affascina la profonda potenza dalla connessione tra il teatro,
arte tribale, ancestrale, portatrice di secoli di storia
e linnesto in questo organismo antico, delle nuove tecnologie,
delluniverso digitale: il video digitale e la sua estrema
versatilità e leggerezza, computer e software
sempre più capaci di performance fino a qualche anno fa impensabili.
Creiamo flussi di immagini - molto spesso intrecciando momenti live
con video e frammenti già costruiti prima - e li usiamo per
espandere il corpo in azione, per rompere, per superare il limite
della pelle, delle ossa, dilatare lo spazio in cui agisce il corpo
organico, creare infinite espansioni, finestre su altri mondi, linee
di fuga, imprevedibili tracciati.
Le nuove tecnolgie ci permettono di comporre attraverso montaggi_cutup_assemblaggi
mondi e universi non-esistenti, nonluoghi creati attraverso un gioco
continuo di costruzione-decostruzione della realtà.
Attraverso la macchina computer costruiamo paesaggi sonori, architetture
sonore impreviste, spesso composte attraverso una manipolazione
di suoni e musiche esistenti trasformate. Facciamo scorrere i flussi
di immagini su superfici diverse, utilizzando materiali estremamente
eterogenei come schermi, muri, plexiglass, lamiera etc, passando
da vecchi televisori a ipermderni monitor, a videoproiettori.
In ogni spettacolo di Margine Operativo o videolive set o performance
visiva, il corpovideo si propone in modo diverso. Suoni e immagini
a volte si incontrano con il luogo fisico a volte si plasmano allesitente,
a volte si contrappongono e a volte disegnano un altro luogo,
unaltra archittettura dello spazio e/o costruiscono ponti
visuali su altri mondi.
terzo
movimento:
_esodo dalla narrazione lineare_
- Il soggettivo, il parziale, il limite: cosa puntualizza lopera.
- Responsabilità della creazione: unopportunità,
un incidente.
Ogni creazione di Margine Operativo _evento, spettacolo, performance_è
un organismo complesso e multiforme , formato da molti corpi diversi
ognuno con la sua autonomia ma allo stesso tempo in stretta conessione
uno con laltro. Tra questi corpi cè il corpo
organico dei performer in azione, e il corpovideo, il corpovoceparola_il
corpo musica, in una fitta rete di scambio, in un continuo movimento
di relazioni incrociate. Lo spettacolo nasce dall' assemblaggio
e dalla combinazione di corpi_linguaggi diversi, è un sistema
dinamico di relazioni, che intersecandosi, congiungendosi, interferendo
a volte costituiscono un unico insieme, e a volte galleggiano nell'
oscurità in una sorta di raptus cerebrale. Crediamo che il
teatro (e più in generale larte) sia multiplo e noi
ci muoviamo in questa molteplicità di possibilità
, di direzioni, di sensi .
Per noi è una continua sfida riuscire a costruire degli eveni
artistici in bilico sul proprio tempo , protesi verso il futuro
che non devastino le proprie radici.
Siamo affascinati e incuriositi da questa epoca globale, allinterno
della quale siamo immersi, è il nostro tempo, un tempo veloce,
non lineare un tempo assimetrico con milioni di dati, di informazioni,
di immagini che si muovono velocissime per tutto il pianeta terra.
Per noi una tattica per riuscire a surfare, cavalcare sullonda
di questa velocità senza esserne sommersi consiste nel costruire
dei percorsi di esodo dalla narrazione lineare.
(
)la frammentarietà di un avvenimento sottolinea
il suo carattere di processo in corso. Non credo che una storia
con un capo e una coda (la fabula nel senso classico) possa ancora
afferrare la realtà (
) (Heiner Müller)
Non esiste frammento se non esiste un tutto, ma contemporaneamente
il frammento è una parzialità, non ha la pretesa di
essere il tutto, è imperfetto. In un epoca come lo nostra
dominata da fondamentalismi feroci - dai fondamentalismi politici
ed economici neoliberali, da quelli religiosi - da guerre inventate
per affermare il potere imperiale - rivendichiamo atti
artistici parziali, ibridi, meticci che esodano dal rappresentare,
ma semplicemente sono.
Sicuramente non ci basta più nè un arte nè
una comunicazione che agisca come invocava il grande Vladimir
Majakovskij come uno specchio per ingrandire la realtà-
ma quello di cui abbiamo bisogno noi abitanti del post 2000 è
di atti artistici che non si accontentino di narrare la realtà
ma che riescano a prefigurare scenari diversi.
...L'importante è tenere un atteggiamento che non
sia semplicemente reattivo o descrittivo, ma che riesca a pensare
mondi possibili, anche se non necessariamente verificabili nel concreto"
(Heiner Müller in "Tutti gli errori", 1980)
In questa epoca bisogna dotarsi di strumenti/strategie complesse
e multiple per attraversare ed abitare il territorio dellarte
e i territori della vita.
Atti artistici che abitano questa realtà, questo tempo non
solo nel momento in cui si espongono allo sguardo e allincontro
con gli spettatori (ma chi è spettatore di cosa???)
ma anche nei percorsi, nei processi che li vanno a costruire. Atti
artistici che sono in una continua interazione tra forme e contenuto
dove non cè una divisione duale ma molteplice.
In questo per noi risiede la responsabilità della creazione
che per noi non è un incidente ma è una parte
anche qui una parzialità della nostra vita. Vita complessa
come per tutti quelli che solcano la terra, composta da molti pezzi,
larte per noi è una di questi pezzi, con una sua autonomia,
una sua indipendenza ma strettamente intrecciata con le altri parti.
Larte per noi ha questa capacità combinativa.
Nel nostro ultimo spettacolo Metropoli_atto damore n.
3 c è una forte tensione verso la parola poetica,
fa parte del nostro percorso teso verso la costruzione di un teatro
che abita il presente ma che contemporaneamente cerca continuamente
delle vie di esodo, un esodo costituente da un reale troppo stretto
e troppo brutalizzato, e la poesia, anacronistica in un tempo come
il nostro, ci interessa proprio per la sua forza di spiazzamento,
per il suo essere fuori luogo, per la sua capacità
di costruire immaginari. Di creare traiettorie inaspettate.
Metropoli_atto damore n. 3 è la terza tappa
del progetto di Margine Operativo Metropoli, un percorso
artistico che si sviluppa come le metropoli contemporanee per successive
e progressive espansioni. Ogni spettacolo racchiude quello precedente
e si espande attraverso una parte completamente nuova che si inserisce
nel corpo preesistente.
Con Metropoli_atto damore n. 3 abbiamo continuato
il nostro viaggio artistico dentro e fuori le città. Un percorso
che nel progetto_evento Attraversamenti Multipli, si
realizza concretamente attravero un innesto dellorganismo
performativo allinterno degli spazi della città, un
movimento virtuale in Metropoli, che si
è nutrito di molte suggestioni di Attraversamenti Multipli.
Lo spettacolo e levento, sono molto diversi tra di loro ma
hanno un punto di connessione: sono ambedue un atto damore
verso le metropoli del mondo, come luoghi dalle mille e infinite
possibilità, luoghi dove si accumulano e si stratificano,
spesso in modo caotico, molte città, con lingue, colori,
odori architetture differenti, punti di convergenza di una straordinaria
pulsazione vitale, luoghi della crudeltà e della salvezza,
luoghi della ribellione.
quarto
movimento:
_larte dovrebbe avere a che fare con la carne viva
_
-La relazione con il pubblico
Amiamo molto proporre I nostri spettacoli, i nostri videoliveset,
le nostre installazioni in spazi estremamente diversi tra di loro
con una predilezione ai luoghi dove la vita scorre solitamente
non deputati allarte,ma innervati e pulsanti di
vita.
Siamo fortemente attratti e stimolati dai luoghi-nonluoghi metropolitani,
dalle terre di mezzo e questa fascinazione ci ha portata
a ideare e costruire Attraversamenti Multipli (che si
è sviluppato in 4 edizioni: 2001-2002-2003 - 2004) un evento
che si inserisce in luoghi di passaggio della metropoli ovvero stazioni
dei treni e della metropolitana, un progetto giocato sul binomio
attraversamenti tra linguaggi in luoghi di attraversamento.
Un percorso artistico nomade costruito come un omaggio agli spazi
in cui si inserisce e a chi li attraversa, un organismo complesso
e pluriarticolato formato da performance, installazioni, video,
che si inserisce nelle stratificazioni della città. Attraversamenti
Multipli agisce sul binomio spazio/tempo e allinterno
del tempo veloce del passaggio crea dei momenti di sospensione,
riuscendo ad agganciare lo sguardo e lattenzione
di chi passa costruendo uno spazio vitale di relazione. Dove sfuma
limportanza del confine tra il corpo in azione e del corpo
in osservazione perchè il centro è lo spazio costruito
da tutti i partecipanti. E non ha molta importanza chi
sei, ma esserci, e non importa se sei lì per scelta, se casualmente
o perchè hai ideato quel progetto. Lultima tappa dell
edizione 2004 di Attraversamenti Multipli si è svolta allinterno
di una stazione della metropolitana di Roma: la stazione di Anagnina,
durante la Notte Bianca. Levento non erano i sette gruppi
impegnati nelle performance, levento non erano le immagini
lanciate dal videoliveset e disseminate in tutto lo spazio, levento
non erano le installazioni, levento non era la musica che
sprigionava dalla postazione dei dj, levento non erano le
5.000 persone che accalcavano lo spazio, levento non erano
le migliaia di persone che sono passate durante la notte
mentre andavano a prendere la metropolitana, levento non era
non la sommatoria di tutto questo ma levento erano tutte queste
cose insieme, la moltitudine di atti, azioni artistiche, persone,
immagini, suoni concentrate in un unico luogo per 8 ore. Levento
era questa moltitudine, formato da corpi organici, e da corpi tecnologici,
e il loro invadere e trasformare uno spazio metropolitano
duro innondandolo di pulsazioni vitali. Se mancava un solo elemento
tutto avrebbe avuto meno senso, e forse non sarebbe esistito. I
corpi multipli sono potentissimi ma anche estremamente fragili.
I corpi multipli son un insieme di corpi diversi, ognuno con una
sua autonomia e indipendenza, ognuno con la capacitò di esistere
senza gli altri, si creano attraverso assemblaggi e connessioni
reticolari e moltitudinarie.
Ma il corpo multiplo è un ipercorpo? Dipende su cosa si intende
per ipercorpo. Se lipercorpo è un eccesso del corpo,
o una sua scomparsa, ci sembra che il corpo multiplo non è
un ipercorpo, non perchè neghi leccesso, anzi leccedenza
è una delle sue caratteristiche, ma è qualcosa determinato
dalla compresenza di più corpi e dal loro assemblaggio ma
non dalla loro sintesi, ma dalla loro molteplicità e dalla
loro capacità di innestarsi e combinarsi senza però
fondersi in una unità. Il corpo multiplo è uno strano
organismo, mutante e moltitudinario.
coloro che non hanno fascino non hanno vita, sono
come morti. Il fatto è che il fascino non coincide in nulla
con la persona. È una qualche cosa che fa vedere le persone
come tante combinazioni, come tante possibilità uniche uscite
da una tale combinazione. È un colpo di dadi necessariamente
vincente, perché conferma sufficientemente il caso, invece
di delimitarlo, di renderlo probabilistico, mutilarlo. In questo
modo, attraverso ogni fragile combinazione, viene ad affermarsi
una potenza di vita, con una forza, unostinazione, una perseveranza
nellessere senza pari.
(Gilles Deleuze-Claire Parnet Conversazioni)
Un atto artistico, una lotta, è qualcosa di vivo quando ha
fascino. Anche una battaglia sociale materialissima,
dura, per nulla educata, può essere o non essere affascinante.
Non si tratta semplicemente di estetica o di astuzie comunicative
o spettacolari. Si tratta piuttosto delle combinazioni, o meglio
delle possibilità uniche e irripetibili che le
combinazioni determinano perché aprono delle possibilità
(ciò che prima non cera dimprovviso diviene possibile!).
Larte della combinazione è una delle strade da percorrere
in un tempo nuovo dove emergono tendenze eterogenee e molteplici.
Un tempo in cui a noi interessa essere piuttosto che rappresentare,
esprimere e combinare!
La tensione combinativa, seppure parziale ha che fare
con laffermazione della potenza di vita , con
l ostinazione ad essere senza pari.
quinto
movimento:
_ viaggio attraverso il deserto _
- Lo spazio della creazione è uno spazio sociale?
Un elemento del DNA di Margine Operativo è lintrecciare
la sperimentazione artistica con lattivismo politico, e la
propensione a costruire percorsi artistici insieme ad altri gruppi,artisti,attivisti
- creando, spesso, con una modalità a rete, progetti_eventi.
Non riusciamo a immaginarci senza questa rete sinergica di relazioni,
tra persone, tra tecnologia e corpo e tra lessere parte attiva
del variegato arcipelago del movimento e il fare arte.
Lo spazio della creazione per noi è uno spazio multiplo e
condiviso, nel senso di uno spazio che condivide con altre esperienze
e persone la responsabilità di abitare la realtà e
la contemporaneità. Spesso il momento della creazione è
anche un momento di scelta del deserto, del silenzio,
della solitudine attiva, ma questa solitudine attiva si nutre di
percorsi_esperienze condivise con altre persone. Senza questa dinamica
relazionale, senza questo bagaglio per il viaggio il nostro andare
nel deserto sarebbe inutile. Sarebbe come andare nel deserto
senza portarsi lacqua: un suicidio.
Costruiamo uno spettacolo o una performance non casualmente e miracolosamente
ma attraverso esperienze complesse, attraverso un lungo svolgimento
di posizioni e di espressioni portate strenuamente sino in fondo
e dinamicamente collegato dentro l' esperienza esistenziale che
viviamo.
Linnovazione viene da un atto di ribellione: una critica del
presente accompagnata da una visione.
Vedendo, sentendo, parlando, operando tutto il giorno cose
mai viste, mediante l' uso e la familiarità del fato e del
satirico , ci svezzeremo di tante consuetudini, ci scorderemo di
tante cose, ne impareremo altre o ci ricorderemo e ci riavvicineremo
a tante altre, vedremo, conosceremo e abiteremo il presente.
(Margine Operativo da Linee di fuga)
sesto
movimento:
_ il corpovideo_
Una parte importante del nostro agire è occupata dalla produzione
video.
Nel 1997 diamo un nome autonomo al nostro progetto video: così
nasce Riot Generation Video. Il nucleo base di Riot è lo
stesso di Margine Operativo, ma decidiamo di differenziarlo, perchè
anche se esiste una forte correlazione tra loro allo stesso tempo
agiscono ambedue in maniera autonoma. Nelle nostre produzioni video
ci occupiamo direttamente di tutti i passaggi: dallideazione,
alle riprese, dalla grafica al montaggio.
Rispetto al video ci muoviamo su più livelli: ideando e creando
le immagini, le installazioni visuali per le performance e gli spettacoli,
creando flussi di immagini per video live set, ideando e realizzando
video, dalla fiction al documentario ai format televisivi.
Spesso questi livelli, si intersecano: la presenza del video nei
nostri spettacoli è stata profondamente contaminata dalla
nostra esperienza di live set video, alcune delle modalità
operative dei live set labbiamo innestata nel corpo delle
performance, come lutilizzo in contemporanea della tecnologia
analogica e della tecnologia digitale, due mondi diversi , uno preludio
allaltro, uno in via di estinzione. Lelemento che ci
interessa dellanalogico è la forte presenza nella sua
gestione dellelemento umano, del corpo che interfaccia fisicamente
con la macchina. Un esempio della differenza può essere tra
mixare delle immagini con un mixer analogico sul quale devi intervenire
fisicamente e utilizzare un software x il mixaggio, dove la macchina
computer lavora da sola.
Spesso ci sono delle connessioni molto forti tra dei progetti di
Margine Operativo e Riot Generation Video, che poi percorrono strade
profondamente diverse, ma hanno delle radici comuni, spesso sotterranee
e invisibili al primo sguardo. Come il progetto Borders,
che nasce nel 2002 come una performance di Margine Operativo, ruotante
intorno al concetto di confine come luogo-nonluogo simbolo della
nostra epoca. Come spazio artificiale attraverso il quale bisogna
passare per spostarsi da un paese ad un altro, un luogo dove flussi
di corpi - con i loro sogni, le loro utopie, le loro tragedie -
si ferma per istanti interminabili x poi rimettersi in viaggio.
Le border-lines (linee di confine) rappresentano x molti "un'attimo"
- che può essere lunghissimo - di sospensione tra un prima
e un dopo, un punto di passaggio. Borders ruota intorno a questo
punto di passaggio. Borders come performance ha continuato
in questi due anni il suo viaggio, mutando pelle e luoghi di azione.
Nel 2004 Riot Generation Video costruisce un format televisivo diviso
in 6 puntate per una televisione satellitare, il titolo di questo
progetto è BORDERS _storie di confine. Il format
è completamente distinto dalla performance, ma rimodula,
trasformandolo completamente la modalità di azione della
performance, il suo muoversi sulle linee di confine tra differenti
linguaggi artistici - teatro,danza, arte visiva - per narrare
il punto di passaggio, nello stesso modo il format televisivo si
muove sulle linee di confine tra il documentario _ la videoinchiesta
_ la docufiction_. Attraverso un linguaggio ibrido mette a fuoco
la moltitudine di persone e di storie che agiscono in Europa e nel
mondo in netto contrasto alle politiche e alle culture neoliberiste,
esperienze che disegnano concretamente il profilo di una ribellione
costituente di unaltra società . Così passiamo
dalle lotte degli intermittenti dello spettacolo francesi (che hanno
boloccato il festival di teatro di Avignone), alle azioni/mobilitazioni
contro la guerra in Iraq, alle lotte/proposte dei precari cognitari
italiani, a una inchiesta sull universo dei flexworkers, alle
esperienze di resistenza artistica (resistere significa esistere)
di alcuni gruppi di teatro in Italia.
Abbiamo trasportato la molteplicità e mobilità dei
corpi della performance nella mobilità e molteplicità
di linguaggi e storie del format televisivo. BORDERS esiste grazie
alla complicità della performance, grazie alla
complicità di molte persone, e grazie alla ricchezza di stimoli
che quello che ci circonda continuamente ci dà. Senza queste
combinazioni Borders non sarebbe esistito.
settimo
movimento:
_lo spirito libero è anche un nobile traditore perchè
abbandona ogni convinzione, ogni fede_
- Fuori dal mondo conosciuto
... quando le passioni sono indomite, quando i colori delle cose,
quando la luce, quando le stelle, quando il fuoco, quando il volo
degli insetti, quando il canto degli uccelli, e il cielo, e il mare
e la terra e tutta la faccia del mondo, quando il mistero che spessissimo
desideriamo di poter vedere continuamente ci possiede
Possiamo
dire, innocentemente, ingenuamente di fare arte non
come chi si contempla e si rivolge agli altri con semplici dettati
di verità assolute
possiamo dire di fare arte per necessità di scavare,
per non sottrarci
in un epoca complessa, feroce e meravigliosa, in cui i contorni
sfumano
nel tracciare la nostra rotta,
per cercare di afferrare l'inafferrabile,
per continuare a spingerci oltre il mondo conosciuto , per non perdere
il delirio di intensità, per accettare la sfida della vita,
per ripensarci, per riformularci,
per condividere i nostri pensieri, i nostri sogni e le nostre azioni
per scoprire nuove combinazioni possibili
per ridisegnare continuamente le mappe delle nostre esistenze e
dellesistere
Nessuna rotta è tracciata
navighiamo in un flusso costante
di movimento
.