HOME
via auconi 11 - 00176 - roma - tel. +39 062757973
margine@margineoperativo.net
 
Margine Operativo è un gruppo indipendente
>> costruisce spettacoli e video
>> lavora sulle interferenze, estensioni, contaminazioni tra teatro/performance/video/...
Linee di Fuga
> Eventi

> CHE L'ALTRO DA SE' NON SIA UN BERSAGLIO

Biennale dei giovani artisti d'Europa e del Mediterraneo
PRODUZIONE  INDIPENDENTE
c.s.o.a. Forte Prenestino, c.s.i.o.a. Villaggio Globale,
c.s.o.a. Corto Circuito, One Love Hi Pawa
presentano:

"Che l'altro da sè non sia un bersaglio"
…percorsi di autoproduzione…
La connessione/contaminazione tra politica e sperimentazione dei/sui linguaggi (video, teatro, musica, graffiti....) è uno dei tanti fili rossi che ha attraversato in questi anni il variegato  universo dei centri sociali: universo popolato da molti e diversi tra loro "esseri",  un universo in cui si intersecano molteplici  e spesso, per fortuna, differenti idee, pensieri, metodologie. Il credere possibile unire sperimentazione politica e sperimentazione "artistica" caratterizza i gruppi musicali, video, teatrali...- nati all'interno e dall'interno dei centri sociali e zone limitrofe.Si tratta non di fare film politici ma film in modo politico" (Jean- Luc Godard).
L'autoproduzione dà centralità non soltanto al "prodotto finito" - da cui troppo è ossessionata l'industria culturale - ma anche al percorso e al processo  attraverso il quale si costruisce uno spettacolo, un libro, un cd...  Un percorso, un  "fare in modo politico" che nasce dalla necessità " del dire", del comunicare - al di là delle  poetiche scelte - dalla necessità di costruire immaginari capaci di pensare e prospettare "mondi possibili".
Immaginari che abbiano la forza di tracciare le linee per una cultura non slegata dalla vita ma che abbia la capacità di collocarsi dove la vita scorre, e di incidere sulla realtà  in una prospettiva di trasformazione del reale.

Produrre in modo indipendente  significa non essere assoggettati dalle dinamiche di mercato imposte dalla società dello spettacolo, dove la "quantità" di denaro che un "prodotto artistico" riesce a produrre lo trasforma automaticamente  in un prodotto di  "qualità", avvalorando  una " cultura" che non produce nè tantomeno stimola cambiamenti.
L'autoproduzione  nega radicalmente la settorializzazione rigida dei saperi e delle pratiche e  sviluppa un'azione politica non separata dall'attività "artistica", per costruire dei linguaggi che siano capaci di comunicare con il proprio tempo, che siano accessibili e  necessari.
….giorno di “guerra umanitaria”…
La guerra è un terribile strumento di negazione dell’altro, ma chi è “altro” nei confronti di chi?
Né la globalizzazione proposta come  “Necessaria ed inevitabile” dall’ Occidente e dal mercato, tantomeno i nazionalismi nostalgici usati per opprimere altri popoli o immigrati, rappresentano una possibilità democratica e plurale: un mondo unico, cioè senza diversità, rischia di diventare totalitario. E’ per questo che , invece dell’omologazione occidentale e del mercato, abbiamo bisogno di un “mondo pluriversale”.
Non si tratta di immaginare una cultura dell’ universale, che non esiste, si tratta di conservare sufficiente consapevolezza e distanza perché le culture siano in grado di intersecarsi e di contaminarsi. Connettere le diversità significa riconoscere la complessità in cui ci si deve muovere, mentre la guerra è una terribile semplificazione, è la semplicità brutale e oscena della bomba, del missile, della distruzione.

Ci schieriamo contro la guerra promuovendo la solidarietà internazionale, ed utilizzando come strumento la  biennale convinti che il rispetto e la molteplicità delle diversità crei nuove possibilità di contaminazione.
...incursioni possibili...
Sarebbe stata paradossale una "Biennale dei giovani artisti" a Roma senza la presenza  di chi negli ultimi 13 anni, all'interno di questa città,  ha continuamente proposto  e creato iniziative, linguaggi...
Contemporaneamente è pure un paradosso la nostra presenza a una Biennale organizzata e strutturata in modo molto diverso e lontano da come noi  costruiamo le nostre iniziative. Abbiamo scelto di navigare all'interno di questo paradosso,  ben coscienti che in ogni navigazione verso altri mondi si possano nascondere delle insidie ma anche delle scoperte,  creando con le nostre modalità  un settore indipendente - che si articolerà in sei giorni di iniziative - per sperimentare la possibilità di  portare pratiche radicali all'interno di territori "ufficiali" e per sperimentare su progetti specifici - dove esistono una serie di imprescindibili garanzie
- tra cui la totale autonomia di scelta (come è avvenuto per questo progetto)- la possibilità di "scambio" e contaminazione con situazioni diverse tra di loro.

 

storia :: history

2003 ATTRAVERSAMENTI MULTIPLI
2003 INVISIBILE OUTSKIRT
2003 PERIFERICHE VISIONI
2002 ATTRAVERSAMENTI MULTIPLI
2002 PERIFERICHE VISIONI
2001 ATTRAVERSAMENTI MULTIPLI
2001 prove di volo
2000 teatri indipendenti in festival
2000 il meraviglioso che vorremmo attraversare
Che l'altro da sè non sia un bersaglio